(Primolano - Belluno, 63 km)
Il percorso inizia dalla stazione ferroviaria (linea Trento-Bassano) che nella stagione estiva offre un buon servizio di trasporto biciclette. Alla prima rotatoria si continua sulla sinistra, per via della Libertà, seguendo una segnaletica per bici direzione Feltre. Dopo poco più 700 metri si svolta ancora a sinistra imboccando la “strada per Belluno” e risalendo le cosiddette “scale di Primolano”, un sistema difensivo nato a partire dal 1260 per controllare il confine tra il Canale di Brenta, la Valsugana e il Feltrino, e ampliato successivamente tra il 1892 e il 1895. Recentemente restaurato per fini sociali, culturali e turistici costituisce sicuramente un sistema di archeologia militare di tutto rispetto. La strada che attraversa le scale rappresenta un impegnativo banco di prova per chi si approccia a questo itinerario considerato che la salita di meno di 3 km presenta una pendenza media del 5,4%, niente affatto banale per chi, sceso dal treno, deve ancora scaldarsi. Questa prima fatica termina a Fastro (km 5), una frazione curiosamente divisa tra il comune di Valbrenta e quello di Arsiè. Si prosegue lungo la via principale, ora via Nazionale, prevalentemente in leggera discesa, accompagnati ancora dalla segnaletica bici per Feltre. Al km 5,7, sempre immersi in un ambiente bucolico, si lascia sulla sinistra la strada che sale alla frazione di Mallame e che conduce all’altopiano di Celado già nella provincia autonoma di Trento. Si prosegue sempre lungo la regionale 51 (ora via Mezzavia) quasi priva di traffico per giungere, per via Dante, nel cuore di Arsiè (km 8,3) il principale abitato della valle, conosciuto in particolare per la presenza del caratteristico lago artificiale, quasi un fiordo nordico (noto anche come lago del Corlo). Dopo una doverosa sosta nella caratteristica piazza del paese, anziché proseguire lungo la strada principale si devia a destra per via Crociera per aver modo di osservare la facciata barocca della chiesa di Santa Maria Assunta e il campanile cinquecentesco appartenente alla precedente chiesa distrutta da un incendio (1510). Alla fine della stradina si svolta a sinistra per via dei Martiri, in fregio alla statale SS50bis, raggiungendo in breve la rotatoria (km 9,2) e riprendendo, sulla destra, la strada principale che qui assume il nome di via I° maggio. Al km 10,6, poco prima del ponte sul lago, si lascia definitivamente la rotabile principale e si svolta a sinistra, in costante leggera salita, imboccando strada per Agana, una stradina a scarsissimo volume di traffico che in breve tempo raggiunge il piccolo abitato di Frassenè (km 14). All’altezza del ponte sul torrente Cismon ritroviamo la segnaletica dedicata alla bici, la seguiamo in particolare per attraversare, mediante dei provvidenziali sottopassi, la trafficata e veloce regionale del Grappa. Dal lato opposto sbuchiamo su via Zucco che al km 15 lasciamo per imboccare sulla destra la tranquilla via Nogarè e giungere in breve tempo ad incrociare la SP12 quasi di fronte alla strada d’accesso al centro storico di Fonzaso. Se si dispone di un po’ di tempo si possono ammirare numerose ville patrizie, testimonianza della ricchezza delle famiglie locali, e la chiesa parrocchiale dedicata alla Natività della Beata Vergine impreziosita da importanti dipinti del ‘600 e da alcune sculture lignee dello stesso periodo. Al km 15,8 lasciamo la provinciale svoltando a sinistra per via Madonna Prima, una bella stradina a mezza costa che percorriamo fino al km 17,4 dove svoltiamo sulla sinistra per transitare su via San Nicolò, poco più avanti sulla destra si nota l’omonima chiesetta, di impianto quattrocentesco, dedicata al Santo testimonianza, tra l’altro, dell’antica strada romana Paolina, variante della più celebre Claudia Augusta, che proprio qui transitava. Al km 17,8 teniamo la sinistra per proseguire per via Tiol, un tratto storico sempre della vecchia Paolina, per rientrare poi definitivamente sulla SP12-via Nuova proprio alle porte di Arten, frazione del comune di Fonzaso. Anche per Arten il sei-settecento fu periodo di splendore e ricchezza testimoniato da numerose residenze di pregio come la splendida villa Tonello-Zampiero. Nel centro del paese si lascia la via Nuova e si prosegue, sulla sinistra, sempre sulla SP12 che assume il nome di via Molini e poi via Canaletto. La si percorre fino al km 21,3 per poi svoltare a destra per via Bojon e dopo 200 metri toccare il punto più alto della giornata, quota 370 metri. Si prosegue ora su via Paterlacca in discreta discesa (brevi tratti anche al 10%) per circa 1 km costeggiando il cimitero del paese e svoltando poi a sinistra per via Abissinia. Si giunge così nel centro del borgo di Mugnai, frazione del comune di Feltre. Al km 22,6 si prende a sinistra via Canture che diventa poi via Valentine e infine via della Fosse e si prosegue fino all’incrocio con via Farra (km 25,2), strada di collegamento tra Feltre-Pedavena e il Passo Croce d’Aune. Siamo già alle porte di Feltre, in realtà il collegamento ciclabile tra Feltre e Pedavena sarebbe assicurato dalla bella ciclabile, poco distante, lungo il torrente Colmeda, tuttavia nella fase progettuale non sono state previste infrastrutture ciclabili di collegamento. Si prosegue pertanto su via Farra in direzione sud per poco più di 200 metri utilizzando una discreta ciclabile lato strada per poi svoltare a sinistra su piazza Zancanaro, poi a destra per viale Sanguinazzi e ancora a sinistra (km 25,7) per via Rizzarda-SS50 (fare attenzione al transito) per giungere finalmente ad inforcare la ciclabile lungo il Colmeda sopra citata. Al km 26,3, dopo aver superato un recente e suggestivo ponticello, si raggiunge via delle Tezze si svolta a sinistra e subito a destra per 31 ottobre, rotabile che in pochi metri ci conduce proprio davanti alla Porta Imperiale, ingresso ovest del centro storico di Feltre. Anticamente Porta Cormeda venne edificata nel 1489 sotto il podestà Girolamo Cappello, e ristrutturata in forme “classiche” nel 1545. Imboccata via Mezzaterra, decisamente in salita, si giunge nel cuore della città, Piazza Maggiore (km 26,9), la cui conformazione attuale risale al rinascimento. Da ammirare il Castello di Alboino, la chiesa di San Rocco e Sebastiano, le fontane lombardesche, alcuni palazzi nobiliari e il Palazzo della Regione, sede del Comune, con il Teatro della Sena. Il percorso prosegue verso est attraversando l’intero centro storico lungo via Luzzo e giungendo alla quattrocentesca Porta Oria (l’antica Porta Aurea) che, pur rimaneggiata nel XIX sec. rappresenta l’elemento meglio conservato delle opere di difesa medioevali. Prima di attraversarla si noti sulla sinistra il Museo Archeologico (anche Pinacoteca) della città ospitato nel cinquecentesco palazzo Villabruna.
Uscendo dal centro di Feltre si continua su via Luzzo in leggera discesa fino all’incrocio con Borgo Ruga, si svolta a sinistra per via Marescalchi e al km 27,4 e poi a destra per via Mengotti impegnando la ciclabile bidirezionale fino all’innesto con la SS50 (statale del Grappa). Si attraversa la rotabile facendo attenzione al volume di traffico mai banale su questa strada e si prosegue su stradina a traffico limitato (Via Molan), che poi diventa via Trafego, fino all’incrocio con Via Borgonuovo (km 29). Si svolta a sinistra e si prosegue per circa 1 km fino all’incrocio successivo con via Saluch nel quale si svolta a destra per raggiungere in breve piccola frazione di Vellai. Al centro del paese si prende a destra per via Guanella e successivamente a sinistra per via Borgo Santo (km 30,5), una stradina che corre silenziosa tra radure e piccoli boschi. Al successivo incrocio (di modeste dimensioni) si prosegue in mano sinistra su via Calcin e dopo un breve tratto ancora a sinistra per via Lipoi. Al km 32 si prosegue su via Lipoi, che prosegue però con una curva secca sulla destra per raggiungere la SS50 dopo 800 metri di leggera discesa. Inizia a questo punto un tratto, pur breve, ma assolutamente problematico vista la molle di traffico che interessa la statale. Nel mese di novembre è attivo però un cantiere per la costruzione di un sotto passo ciclopedonale che dovrebbe, in parte, attenuare le insidie del traffico. È questo il punto dove si incontrano i due rami dell’Anello della Val Belluna (destra e sinistra Piave), un itinerario ideato dalla Fiab di Belluno ed entrato di recente nella rete regionale del Greentour. Al km 33,8 poco dopo aver superato il torrente Caorame si abbandona definitivamente la statale tenendo la sinistra su via Pont per proseguire poi su via Sbarre, strada che abbandoneremo al km 34,2 per impegnare un tratto sterrato misto erboso che ci permette di raggiungere nuovamente l’asfalto in via Pradon proprio alle spalle di Piazzale Aratiba (e anche alle spalle della stazione ferroviaria di Busche), spazio dotato di ristori vari. In verità fino alla catastrofe di Vaia era presente nella parte più alta del Caorame una bella passerella ciclopedonale che permetteva di superare tutte le problematiche citate, tuttavia l’infrastruttura distrutta dalla tempesta non è più stata ricostruita. Dopo l’eventuale sosta si prosegue su via Pradon in costante salita fino al km 36,2 dove piegheremo a destra per imboccare via Boschi di Pez e dopo 800 metri ancora destra per via Riva dei Paoletti raggiungendo in breve il piccolo abitato di Pez (km 37,3) frazione del comune di Cesiomaggiore. Si prosegue su via Pez, che al centro del paese svolta improvvisamente a sinistra, per poi impegnare, sempre a sinistra, un breve tratto della SP36-strada Maggiore e imboccare sulla destra via Col de Braghe (segnale stradale per Anzaven) una stradina amena punteggiate da case rurali che sale ancora un pochino fino al km 38,9. Siamo ad un’altezza di 327 metri sul livello del mare e il paesaggio è indubbiamente molto suggestivo. A questo punto si scende repentinamente prendendo a destra via Sotto Anzaven e sottopassando per una prima volta la linea ferroviaria Belluno-Feltre, al km 39,9 una ciclabile sulla sinistra ci indica la strada e poco dopo una passerella ciclopedonale ci permette di attraversare in sicurezza il torrente Salmenega. Si ripassa ora nuovamente sotto la ferrovia e al successivo incrocio si prosegue dritti per via Salmenega, stradina a bassissimo volume di traffico che percorriamo fino al km 41,3 per poi proseguire, in mano destra lungo via Bivai. Al km 42 si svolta a sinistra per via Volpere e dopo soli 200 metri si prende a destra via Pescamin, iniziando un percorso abbastanza arzigogolato ma che ci permette, pedalando a monte della SS50, di viaggiare con una certa serenità. Il comune di Santa Giustina ci ha messo del suo limitando la velocità a 30 km orari in tutte le strade interessate dall’itinerario. Quindi dopo aver percorso via Pescamin si prosegue a sinistra su via Sant’Osvaldo e successivamente si via Interna per giungere al km 42,9 in Piazza Madonna di settembre in affaccio alla statale, cuore della frazione di Formegan. Di notevole interesse sullo sfondo la piccola chiesa dedicata a San Rocco all’interno della quale spiccano ampi lacerti di affreschi medievali. Per proseguire si deve imboccare, a sinistra, Piazza Dolomiti e successivamente sulla destra via Nazionale, strada che abbandoniamo subito a favore di via Orte che troviamo sempre sulla destra. La stretta stradina a traffico limitato, prima asfaltata e poi sterrata, consente di sottopassare la solita statale per proseguire poi lungo la ferrovia e planare nella zona degli impianti sportivi comunali raggiungendo l’intersezione con via Pulliere (km 43,7). Una bella ciclabile sulla destra ci permette di proseguire senza difficoltà e giungere in breve tempo alla stazione ferroviaria di Santa Giustina-Cesio sulla linea Belluno-Feltre (km 44,3). La linea è stata riaperta recentemente dopo un lungo lavoro di miglioramento degli impianti, del piano del ferro e della stazione stessa. È possibile utilizzare il servizio treno+bici sia in direzione Belluno che in direzione Feltre/Padova. A questo punto si abbandona il piazzale della Stazione e si prosegue verso nord per imboccare sulla destra, dopo pochi metri, viale della Stazione che, a dispetto del nome, è una brevissima strada residenziale che conduce ad una rotatoria anch’essa di modeste dimensioni. Si punta ora decisamente verso sud girando a destra per via Venti Settembre, superando nuovamente la ferrovia tramite sottopasso e svoltando più avanti a sinistra per via San Marco. Al successivo incrocio (km 44,9) si gira a sinistra per via del Campo e si prosegui dritti anche se la strada cambia la denominazione in via del Molino. Su tutte queste strade è presente la segnaletica di attenzione al transito di pedoni e ciclisti e in quasi tutte c’è il limite di velocità di 30 Km/h, un bel modo per accompagnare in sicurezza chi transita da queste parti. Poco più avanti il guado sul torrente Veses è stato recentemente sostituito da una ponte ciclopedonale di buona fattura e questo rende questo percorso ancora più interessante. Al km 45,6, sulla sinistra scorgiamo il vecchio mulino di Santa Libera, attivo già dal 1526 e chiuso nel 1980. Dal 2004 il complesso è stato recuperato dall’amministrazione comunale di Santa Giustina ed è visitabile previa prenotazione (info: tramedistoria@gmail.com). Visita o meno si prosegue su via Santa Libera per poi svoltare a destra per via Piave, poco più avanti sulla sinistra si scorge la chiesetta dedicata a San Pietro e Santa Libera (nei pressi della quale recenti scavi hanno dato alla luce alcune tombe tardomedievali). SI prosegue sulla stessa via senza alcuna distrazione per arrivare al provvidenziale doppio sottopasso delle Gravazze (km 48,5) stradale sotto la ferrovia e ciclopedonale sotto la trafficata strada statale. Usciti dal lato opposto si svolta destra su comoda ciclabile, si prosegue oltrepassando il ponte sul torrente Cordevole giungendo a Bribano, frazione del comune di Sedico. Con un piccolo tornante si ripassa sotto nuovamente a statale e ferrovia al km 49,5 si svolta a sinistra per via Calida da Prà, proprio di fonte al cinquecentesco oratorio di San Nicolò al cui interno è possibile ammirare un pregevole trittico del pittore Giovanni Agostino da Lodi (1470-1515?). Si prosegue senza esitazione fino al km 49,9 per poi svoltare leggermente a sinistra su via Silonghe, una silente stradina di campagna che dopo l’immissione con via S. Ubaldo raggiunge l’abitato di Longano, situato sulla rotta della antica strada romana che congiungeva Belluno a Feltre. Girando a sinistra su via Piave si incontra la chiesa di Santa Lucia, sorta su una torre romana di guardia alla strada, che al suo interno conserva pregevoli affreschi cinquecenteschi, alcuni dei quali attribuiti a Giovanni da Mel (1480-1549). Usciti dal paese e attraversato il torrente Gresal si prosegue per qualche centinaio di metri per svoltare a sinistra per via Mirapiave (km 51,4) dove la strada sale improvvisamente per attraversare su viadotto la solita linea ferroviaria (la statale in questo caso transita in galleria). Sempre in leggera ascesa si prosegue sulla via fino ad incrociare via San Felice (km 52,7), svoltare a destra, prendere subito a sinistra via Villiago e raggiungere l’omonimo borgo. Da questo punto la vista è strepitosa: i monti del Sole all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi fanno da quinta al nostro percorso. Sulla strada fa capolino la chiesa di Sant’Antonio Abate, di origine cinquecentesca, al cui interno vi è una pregevole pala d’altare di Francesco Frigimelica (1560/70-1654). Si continua sempre su via Villiago, che poi diventa via del Boscon, fino ad incrociare via San Fermo e proseguire a sinistra verso la statale, strada che eviteremo abilmente percorrendo in mano destra prima una stradina e poi la ciclabile che corre in fregio alla strada. Al km 56,3 la ciclabile finisce a si svolta a destra percorrendo una stradina nel bosco per poi abbandonarla dopo 500 metri per imboccare sulla sinistra una ciclabile sterrata che plana su via Salce, un’amena stradina che conduce all’omonimo abitato. Siamo nel punto più alto del percorso, 423 metri s.l.m dopo esattamente 58,3 km. Da questo punto si torna a scendere, si supera Col di Salce (prevedere una sosta per ammirare la trecentesca chiesa di San Bartolomeo che custodisce tra le altre opere una bella statua lignea dell’Addolorata di Valentino Panciera Besarel), dopo aver percorso la via dallo stesso nome e si imbocca una nuova ciclabile che prima scende verso la statale e poi la costeggia sulla destra in direzione Belluno. Siamo alle porte della città, la ciclabile, in alcuni punti decisamente da migliorare e in altri punti proprio da realizzare, interessa prima via Prade e poi via Feltre. Alla rotatoria si procede dritti per via Cavour per poi svoltare a sinistra per via Dante all’altezza del semaforo. La stazione ferroviaria si trova proprio davanti a noi.