…SULL’ARGINE DEL GRANDE FIUME

(Occhiobello – Ostiglia – 48 km)

5 gt po veneto occidentale

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riassunto 5 po veneto occidentale

5. – Po veneto occidentale
– sull’argine del Grande Fiume
(Occhiobello – Ostiglia – 48 km)

La lunga e tranquilla pedalata lungo l’argine veneto del Po continua in questa tappa del Green Tour, che ci porta dalle atmosfere di sapore emiliano-estense di Occhiobello a sconfinare – seppur per poco – in territorio mantovano-lombardo per giungere a Ostiglia, la romana Hostilia millenario punto d’incontro di civiltà che la storia già scelse come terminale di un ramo della Via Claudia Augusta, la via imperiale che dal Danubio tedesco scendeva al Brennero e a Trento si biforcava nel ramo sud per Verona e Ostiglia e ramo est per Feltre e Altino.

Nel nostro viaggio tra i due storici centri, così suggestivi nella loro diversità culturale, incontreremo come nella tappa precedente una serie di interessanti località: tra esse citiamo in particolare Ficarolo, caratterizzata dalla piazza con la chiesa parrocchiale barocca e lo slanciato campanile pendente, storicamente di ascendenze ferraresi prima che nel 1152 la vasta rotta del Po (nota per l’appunto come “rotta di Ficarolo”) la separasse fisicamente da Ferrara portandole sull’argine sinistro del fiume; la bella Castelmassa, sede anche di un’apprezzata stagione di prosa nel teatro Cotogni; e Bergantino, cuore di uno dei più importanti distretti mondiali nella produzione di macchine per parchi di divertimento in cui si può visitare il Museo Storico Nazionale della Giostra.

Partendo dal centro di Occhiobello (km 0,0) si riguadagna subito l’alto argine del Po sul quale pedaliamo serenamente, mentre il Grande Fiume ci accompagna scorrendo al di là di un’ampia golena popolata da boschi di pioppi disposti in reticoli di geometrica precisione. L’escursione è animata con periodica regolarità dal già citato incontro con gradevoli e significativi centri abitati, solitamente posti in prossimità dell’argine, che offrono l’opportunità di un benvenuto ristoro per riposare e rifocillarsi specialmente durante i periodi più caldi in cui è importante idratarsi e cercare sollievo dall’intenso irraggiamento solare.

Lungo il percorso incontriamo così Stienta (km 3,7), Gaiba (km 9,2), Ficarolo (km 15,3), Calto (km 23,2), Castelmassa (km 28,1), Castelnovo Bariano (km 30,3), Bergantino (km 36,1) e Melara (km 41,9). I ponti ferroviario e stradale sul fiume annunciano l’imminente arrivo a Ostiglia (km 48,5), nella quale la nostra tappa può terminare in piazza Cornelio Nepote, dedicata al celebre storico della Roma repubblicana che qui ebbe i suoi natali nel I secolo avanti Cristo. Dal centro storico in caso di necessità di spostarsi col treno si potrà poi raggiungere senza difficoltà la nuova stazione ferroviaria, posta sulla linea Verona-Bologna e i cui treni sono generalmente attrezzati per il trasporto bici.

 

Possibili deviazioni

– Da Bergantino (sul Po) parte un’allacciante di circa 20 km con Legnago (sull’Adige) raggiungendo prima in 6 km la località Torretta posta sul Canal Bianco dalla quale parte la ciclovia del fiume Bussè che in 14 km conduce a Legnago, già ora percorribile in sicurezza e piacevolezza ma che sarà presto ulteriormente migliorata.

– Ostiglia, che si trova sulla sponda della sinistra idrografica del Po di fronte a Revere, sta sempre più tornando alla sua storica funzione di crocevia, in particolare per la mobilità ciclistica: oltre al Po, che sarà percorso da VenTo (ciclovia del SNCT, Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche) e lungo il quale si può raggiungere anche Mantova risalendo il Mincio, citiamo l’itinerario lungo il Canal Bianco, la recuperanda ex ferrovia per Treviso, e il progetto europeo di rinascita della Via Claudia Augusta come percorso di mobilità dolce (sito web viaclaudia.org). L’opzione cicloturistica verso nord della VCA, attualmente ancora in fase di definizione, si sta orientando per entrare nelle paludi del Busatello e poi, seguendo il fiume Tartaro, per passare per Gazzo Veronese, Nogara, Isola della Scala e Vigasio, da cui si raggiungerà Castel d’Azzano e Verona.

 

 

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